storia
Il borgo di Tizzano e la Villa Marescalchi
(ora Visconti di Modrone)
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nell'immagine in alto: lo stemma di famiglia
I legami fra Bologna e la illustre famiglia dei Marescalchi risalgono alla seconda metà del Settecento, allorchè il Conte Vincenzo Marescalchi acquistò dai Monaci Benedettini una vasta proprietà collinare che si estende dal crinale su cui sorge l'Eremo di Tizzano alla Bolsenda. Terre ideali per la loro esposizione a mezzogiorno e per la dolcezza della pendenza, alla coltivazione della vite, che già a quei tempi era praticata. I Marescalchi aggiungevano così ai loro possedimenti di pianura, al loro Palazzo nel centro cittadino ed alla palazzina fuori porta detta "La Marescalca" una ulteriore proprietà che bene figurava nel patrimonio di una famiglia cosi cospicua, che da secoli aveva legato il suo nome alle fortune cittadine.

Già fiorente nel XII secolo, la famiglia Marescalchi era andata via via crescendo di importanza ed influenza nella città di Bologna: essa godeva fin dalla sua istituzione, di un seggio ereditario nel Senato; aveva dato magistrati, ambasciatori e uomini d'arme a Bologna, aveva contratto vincoli di parentela con varie illustri casate della città. Da una Marescalchi nacque quel Papa Gregorio XIII che sarà uno dei Pontefici più rappresentativi della splendida età del Rinascimento. Nel culmine di tale epopea rinascimentale, Bologna ne ospitò, nella sua Cattedrale, l'evento più grandioso: l'incoronazione a Imperatore di Carlo V, il sovrano sui cui domini si diceva che il sole non tramontasse mai. In quella occasione la famiglia Marescalchi, già nobilitata da Francesco I fu insignita del titolo di Conte Palatino ed autorizzata per speciale privilegio ad ornare il proprio stemma con l'Aquila Imperiale.
nell'immagine in alto: particolare del giardino con la fontana.
A Tizzano i Marescalchi ristrutturarono una villa di campagna preesistente, di strutture semplici e forti, ornata di un colonnato e giochi d'acqua, circondata da un vasto e lussureggiante parco ed affrescata nel suo interno dal Baglione. La sua posizione ed il verde circostante ne facevano una residenza estiva gradevole e fresca.

Gli eventi storici a cavallo fra il Settecento e l'Ottocento, che turbarono tutta l'Europa, coinvolsero direttamente anche la città di Bologna, dove Napoleone entrò una prima volta da Generale comandante delle truppe rivoluzionarie nel 1796. Nelle sue memorie, scritte a Sant'Elena, così il deposto Imperatore ricorderà le accoglienze della città "Bologna soprattutto bruciava dal desiderio della libertà. L'entrata dell'Armata fu trionfale; Caprara, Marescalchi ed Aldini, deputati del Senato, ne fecero gli onori: i primi che venivano dalle migliori famiglie del Paese".
nell'immagine in alto: Ferdinando Marescalchi.
Chi era il Senatore Marescalchi che era stato prescelto per accogliere Napoleone? Si trattava di Ferdinando, figlio di quel Vincenzo che abbiamo citato come compratore di Tizzano, e sarà lui a divenire il personaggio di maggior rilievo nella famiglia.

Divenuto a soli 26 anni Senatore, per privilegio ereditario, Ferdinando Marescalchi era particolarmente sensibile alle idee innovatrici provenienti d'oltralpe. Egli infatti aveva presto abbracciato le idee liberali e traendo forza dalla sua eminente posizione, le aveva diffuse in città, attento a trarre dal rapido evolversi della situazione politica e militare, il maggior beneficio alla causa dell'indipendenza d'Italia che egli propugnava.

La sua duplice qualità di aristocratico e uomo politico dalle idee aperte, fece sì che fosse prescelto per il delicato incarico di Ambasciatore della Repubblica Cisalpina a Vienna dopo la pace di Campoformio, primo rappresentante diplomatico italiano ad usare il tricolore come insegna nazionale.
nell'immagine in alto: il documento nel quale si attesta la nomina a Ministro degli Esteri.
Fu poi chiamato a far parte del Direttorio a Milano e quindi nominato Ministro degli Esteri, carica che ricoprì ininterrottamente sotto la Repubblica Italiana prima e sotto il Regno d'Italia poi, fino alla caduta di Napoleone. Nel 1805 Ferdinando Marescalchi riceveva una seconda volta Napoleone a Bologna, questa volta non più Generale ma Imperatore, e per l'occasione abbelliva il suo Palazzo cittadino con quadri di Guido Reni, dei Carracci e del Guercino e lo ornava di mobili di gran pregio, attirando l'ammirazione dello stesso Stendhal che così scriveva nelle sue memorie: "in casa del Signor Marescalchi c'è una stanza degna di invidia. E' piena di sceltissimi quadri di Guido Reni, del Guercino, dei Carracci. Non è la roba solita. Si valutano a 500.000 franchi". Ma lo sfarzo di cui Ferdinando Marescalchi si circondava non sarebbe stato possibile senza le rendite delle sue proprietà, rendite alle quali le attività agricole di Tizzano davano un contributo certamente non indifferente.

L'attività politica di Ferdinando Marescalchi spostò tuttavia il centro degli interessi dalla famiglia verso la Francia ed i suoi discendenti finirono per naturalizzarsi in quel Paese. Il nipote, Napoleone Ferdinando fu Ambasciatore di Re Luigi Filippo presso varie corti europee. Suo figlio Antonio peraltro, dopo la caduta del secondo Impero Francese tornò a Bologna e fece di Tizzano la sua residenza preferita. Ad Antonio Marescalchi (cui oggi è intitolata la via che attraversa la Tenuta di Tizzano) si deve la rinascita della proprietà, alla quale egli si dedicò con grande amore e competenza.
nell'immagine in alto: foto aerea dell'antica villa e particolare del portico.
Venduto il Palazzo in città (nel quale proprio in quegli anni nasceva Guglielmo Marconi) e la Villa della Marescalca, egli ristrutturò Tizzano e la tenuta, costruì un lungo portico di tipica struttura bolognese, per unire la residenza ai rustici, costruì ed attrezzò una cantina sotterranea per la conservazione e l'invecchiamento dei vini, accrebbe il numero delle cascine, sviluppò l'attività agricola ed in particolare la viticoltura, facendo tesoro di studi ed esperienze francesi.

La Villa divenne centro propulsore della azienda agricola oltre che residenza del suo proprietario, in un armonico insieme che conciliava le esigenze di decoro a quelle di una moderna impresa agricola.
nell'immagine in alto: particolare della cantina
Ad Antonio Marescalchi, ultimo discendente maschio della famiglia, succedette nella proprietà l'unica figlia Matilde, che sposò il Conte Guido Carlo Visconti di Modrone, Senatore del Regno.

La vita a Tizzano fra le due guerre mondiali fa legata alla figura dei suoi proprietari, che l'abitarono a lungo ricevendo ospiti illustri e uomini di cultura in un'atmosfera riservata e familiare. Con la guerra e la occupazione tedesca, la Villa fu requisita dal comando germanico e per più di due anni preclusa ai suoi proprietari.

Alla liberazione nell'aprile 1945, una formazione aerea americana, pur dopo l'evacuazione delle truppe tedesche, ne fece il bersaglio di due violentissimi bombardamenti. La Villa fu completamente distrutta, la Tenuta gravemente danneggiata. Si deve alla costanza ed all'amore dei proprietari se dalle rovine di allora è sorta la Tizzano di oggi.

La residenza, ridimensionata in conformità alle esigenze della vita moderna, ha continuato a rappresentare un punto di incontro per esponenti del mondo e della cultura. Assiduo frequentatore, nei suoi anni di attività giornalistica a Bologna, l'ex Presidente del Consiglio dei Ministri Giovanni Spadolini.
nell'immagine in alto: panoramica dell'azienda
L'Azienda agricola rimodernata ed attrezzata con i più sofisticati macchinari, è considerata oggi un modello in Emilia: i suoi vini sono noti ed apprezzati in tutta Italia ed anche all'Estero.

Segno questo che la famiglia Visconti di Modrone subentrata all'antica casata dei Marescalchi ha saputo mostrarsi a sua volta al passo con i tempi.

Dalla vigna al prodotto finito in bottiglia la linea dei vini di Tizzano è completa; si passa dai bianchi frizzanti ai rossi di lungo invecchiamento di tipologie sia autoctone che internazionali.

Nel XXI secolo Tizzano si propone ai suoi estimatori come una azienda non solo ricca di storia ma anche organizzata e strutturata per scriverne ancora tanta.
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Tizzano Società Agricola S.r.l. • Via Antonio Marescalchi, 13 • 40033 - Casalecchio di Reno (BO) • Tel. +39 051 571208 - +39 051 577665
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